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Una risorsa per l'educazione

Fatti per esplorare

Ho innanzi a me due immagini: l’Unità che viene al Centro Scout e lo utilizza come spazio di progettazione, di partenza per escursioni nel territorio e di sintesi della documentazione raccolta e valutazione dell’attività e – di contro – l’Unità che si installa nel Centro Scout, lo trasforma in una colonia di soggiorno, lo sfrutta come meglio può e – talora – trasgredisce la residenzialità con una uscita “protetta” nei dintorni. Il Centro Scout non può essere pensato e vissuto come un villaggio vacanze, dove si resta appagati in tutto e richiusi per evitare pericoli. Gli scouts non possono essere ridotti a polli da batteria!

I ragazzi di oggi passano ore ed ore davanti alla TV; transitano dallo star seduti ad ascoltare nelle aule scolastiche allo star seduti a guardare gli spettacoli televisivi o a giocare con il computer o immagazzinati in pub rumorosi ed intossicanti. C’è un imbonimento, spesso un istupidimento o finanche stordimento continuo. Perciò, essi hanno bisogno di ampi spazi e di luoghi significativi ed aperti che li aiutino a sognare, a guardare lontano, a mettersi in gioco, a volare in alto.
Il termine scout è strettamente – lo sappiamo bene – è connesso all’esplorazione, alla capacità di andar lontano, scoprire nuovi sentieri e nuove terre. Gioco, scoperta, avventura e strada sono elementi essenziali della vita scout e – di certo – non possono essere “esercitati” in spazi angusti.
B.-P. chiama gli scout “uomini di frontiera” e così ne definisce le caratteristiche: “ …essi sanno vivere all’aperto, sanno trovarsi la strada ovunque, conoscono il significato dei più piccoli segni e delle impronte. Sanno salvaguardare la loro salute anche quando sono lontani mille miglia da un dottore. Sono forti ed audaci, pronti a fronteggiare ogni pericolo, sempre desiderosi di aiutarsi l’un l’altro. Sono uomini abituati a tenere in pugno la propria vita ed a rischiarla senza esitare, se rischiarla significa servire la Patria. Essi sacrificano ogni cosa, le loro comodità personali ed i propri desideri, pur di compiere il proprio dovere”1. Ed ancora “ L’aspetto fondamentale del Movimento scout è il suo spirito, e la chiave per comprenderlo è l’avventura fantastica della scienza dei boschi e dello studio della natura”2.
In quest’ottica va inteso il Centro Scout. Non è uno “spazio sicuro” ove trascorrere le vacanze, coccolati dagli imbonitori di turno. Esso è uno spazio accogliente che dà la possibilità di vivere (dentro e fuori) avventure significative che stimolino tutte le energie dei ragazzi (ma anche dei capi). E’ un luogo da dove partire per esplorare, per incontrare mondi nuovi, per affinare le proprie competenze, per rapportarsi con maestri di vita e maestri di competenza. E’ un luogo per documentare le esperienze vissute per poi poterle raccontare ad altri. E’ uno spazio (inserito in ampi orizzonti che fanno scattare le molle della curiosità, della meraviglia, della ricerca, della manualità, dell’intraprendenza) di forti esperienze che lasciano una feconda traccia nella crescita dei ragazzi e dei capi. Non è spazio di narcisismo ed autoreferenza, non è spazio di sterile passività, non è spazio di delega. E’ ambiente di avventure e d’imprese che vedono coinvolti capi e ragazzi nella gioia di far sempre meglio. E’ ambiente di vita orientato dalla Legge scout.
Al fine di valorizzare pienamente l’ambiente, ogni Centro Scout può espletare servizi di supporto e di “accompagnamento”, può mettere a disposizione sussidi che favoriscano l’esplorazione del Centro stesso e del vasto territorio che circonda il Centro Scout (libri, video, documenti, storie, mappe, sentieri, schede …) e offrano la possibilità di documentare (attraverso computer, strumenti di osservazione, …); può favorire incontri con persone e luoghi significativi del territorio (gli stessi responsabili del Centro Scout dovrebbero poter essere punti di riferimento per la conoscenza del Centro e dell’ambiente circostante); può organizzare sentieri e percorsi di avventura adeguati alle varie età dei ragazzi. Si potrebbe prevedere anche l’organizzazione di periodici stages o di specifiche attività per capi che intendano utilizzare il Centro Scout al fine di esplorare il territorio ad esso contiguo ed acquisire o affinare competenze che diano ai loro ragazzi la possibilità di vivere meravigliose avventure, evitando ogni tentazione di vivere nel Centro Scout da passivi fruitori.

Giovanni Perrone

1 Baden-Powell, Scautismo per ragazzi, ed. Nuova Fiordaliso, 1999, pagg. 28-29
2 Baden-Powell, Il libro dei capi, e. Nuova Fiordaliso, 1999, pag. 43