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Una risorsa per l'educazione

Buono, bello e vero: stile dei centri scout

Fondo auteriLe linee progettuali della Chiesa italiana per il decennio in corso evidenziano la necessità di educare le giovani generazioni ad “una vita buona caratterizzata da tutto ciò che è buono, bello e vero”[1].  

Sono indicazioni che non intendono limitarsi ai soli aspetti “religiosi” dell’educazione della persona, ma che hanno un significato universale, perciò sono state assunte come elemento di riflessione e dibattito dall’ Assemblea della RETE dei CENTRI SCOUT ITALIANI svoltasi nel Centro Scout di Fondo Auteri.(Tp).

I vari interventi hanno evidenziato aspetti fondamentali per la vita scout, con espliciti richiami all’insegnamento di B.-P. e a documenti delle associazioni scout di riferimento dei vari Centri, nonché ai comportamenti diffusi nella società italiana (e non solo) evidenziati da diverse indagini (CENSIS, Eurispes …).

            Prendo spunto da quanto emerso per sintetizzare alcune riflessioni e linee operative.

            Costante sfida per ogni istituzione e per ogni ambiente educativo è l’orientamento dei ragazzi e degli stessi adulti verso il bene, il bello e il vero. Di essere, quindi, spazio privilegiato per l’apprendimento e l’esercizio di “virtù etiche ed estetiche” e, di conseguenza, di “cittadinanza attiva”.                        

 La dimensione del bello nel Centro Scout è esaltata dall’ambiente in cui esso è inserito, dall’armonioso e dinamico rapporto tra ambiente e strutture, da un’idonea valorizzazione degli spazi, dal modo di situare ed organizzare i campi delle Unità e gli stessi angoli di squadriglia, dalla costante pulizia (e ordine) dei vari ambienti, dai ritmi di vita, dai rapporti di cortesia, dagli stili di accoglienza, dall’armonia  e bellezza delle costruzioni, dalla sistemazione delle tende, dal tono della voce …. Il bello nel Centro Scout non è “bellezza siliconata ed artefatta”, ma una bellezza orientata ed esaltata dall’ambiente naturale, dai ritmi della natura, dagli spazi di silenzio e contemplazione, dai volti accoglienti e sorridenti, dall’attenzione alle piccole cose, dalla semplicità ed eleganza degli ambienti e degli stessi comportamenti. E’ una bellezza  che suscita meraviglia e stupore, sperimentata e testimoniata nel quotidiano agire e che, perciò, interagisce con il bene e suscita emozioni positive e genera gratitudine. Il mettere le tende in un luogo o in un modo, piuttosto che in un altro; la scelta di uno spazio per sedersi in cerchio; il luogo ove svolgere una cerimonia; l’angolo in cui si siedono i capi per incontrare le squadriglie o il branco … e così via debbono rispondere a criteri estetici oltre che funzionali. I ragazzi debbono imparare che ogni cosa ed ogni azione vanno situate in maniera da esaltare nel contempo il bello e l’utile. Il Centro Scout è, perciò, luogo armonioso, che orienta verso il bello e dà specifiche opportunità a proposito. Nel contempo, dal Centro Scout partono percorsi che favoriscono l’incontro con il bello del territorio.

            La dimensione del buono è strettamente connessa alla testimonianza dei valori della Legge scout, e al tipico stile scout che li esplicita, alla scelta di servizio che caratterizza lo Scautismo. Non è il “buono” perché “mi piace”,  estemporaneo e talora alienante, ma la costante scelta di far sempre ed ovunque  “del proprio meglio”, di comportarsi bene in ogni momento della giornata e di promuovere il bene ovunque e comunque. B.-P. ricordava sovente che lo scout deve “lasciare il mondo meglio di come lo ha trovato”. Per coloro che utilizzano il Centro Scout ciò significa impegnarsi per dare un fattivo contributo al miglioramento del Centro (una B.A. di qualità!), lasciando una traccia positiva del loro passaggio; svolgere attività che abbiano un chiaro valore educativo; implementare la laboriosità e la competenza; realizzare costruzioni che associano il buon gusto alla sicurezza e alla funzionalità; garantire con costanza la pulizia dei luoghi e il risparmio di acqua ed energia; curare la maturazione di comportamenti ecologicamente corretti; evitare ogni grossolanità e volgarità nel parlare e nell’agire.  Per quanti prestano servizio nel Centro Scout vuol dire comportarsi con stile, testimoniare i valori della Legge, relazionarsi positivamente, orientare gli ospiti verso comportamenti positivi, curare una buona organizzazione del Centro, coinvolgere gli ospiti nella gestione e nel miglioramento del Centro, fare interagire i gruppi ospitanti, favorire il confronto tra i capi e tra gli stessi ragazzi, garantire la sicurezza delle strutture, fornire opportunità di servizio, promuovere economia e laboriosità, valorizzare (e non sciupare) le risorse del Centro Scout e del territorio, facilitare la solidarietà, stimolare verifica e valutazione. Il Centro Scout non è un villaggio vacanze (con tutto compreso), ma un luogo che orienta ed esalta la progettualità dei capi e il protagonismo dei ragazzi. Una costante ed intelligente attenzione, in interazione coi capi dei vari gruppi, al fine di prevenire ed evitare comportamenti alienanti e disdicevoli,  è opportuna per garantire al Centro dignità e a tutti i suoi ospiti un ambiente favorevole al “crescer bene” in luoghi buoni [2].

            Anche la dimensione del vero interagisce con la Legge Scout e rifugge da ogni azione alienante e deviante. Il primo articolo della Legge richiama la necessità di porre il proprio onore nel meritare fiducia; il secondo mette in risalto il valore della lealtà. Il vero è legato alla domanda di senso sulla vita, sui luoghi di vita, su ciò che  si fa o si fa fare. Il Centro Scout è uno spazio che ha senso e dà senso, non è un “non luogo” da consumare. Perciò, occorre aver coraggio e fare proposte chiare, pur nel rispetto di ciascun gruppo e di ciascuna persona. Non si trascuri che lo Scautismo ha insita una dimensione spirituale e che ad essa è legata la dimensione del vero: per i cristiani Dio è “via, verità e vita”. La ricerca del vero è una caratteristica che esalta la dignità dell’uomo. Uno spazio e dei momenti dedicati alla riflessione e alla preghiera possono aiutare i fruitori del Centro Scout a percorrere sentieri di interiorità e di spiritualità che orientano ed affinano la persona. Nella quotidianità della vita del Centro Scout il vero si esplicita nella qualità dei rapporti, nella  chiarezza e trasparenza delle norme, nella coerenza dei comportamenti, nel rispetto delle regole e degli ambienti, nel comprendere e nell’aiutare a comprendere il perché delle scelte che si operano …  Le stesse indicazioni che “pubblicizzano” il Centro Scout debbono essere agili, ben comprensibili, corrispondenti a ciò che effettivamente il Centro offre, anche al fine di evitare illusioni e contestazioni. Così come i costi relativi ai servizi offerti debbono essere adeguati, rispondenti a criteri di economia e non di strumentalizzazione dell’ospite. La stessa gestione del Centro Scout è sempre chiamata alla trasparenza, all’efficacia e all’efficienza.

            Perché “vero, buono e bello” siano “pane quotidiano”  ed assi portanti di ogni Centro Scout  è opportuno garantire a quanti prestano servizio nei vari Centri un’adeguata formazione che aiuti ciascuno – qualsiasi ruolo svolga- a essere nel contempo testimone ed accompagnatore dei valori scout e degli stili di vita ad essi connessi.           

                                                                                                                       Giovanni Perrone

[1] CEI, Educare alla vita buona del Vangelo, 2011
[2] Il filosofo Paul Ricoeur evidenzia che “il ternario dell’etica consiste in una vita buona, da vivere con e per gli altri in istituzioni giuste”.